NEGOZI APERTI SABATO E DOMENICA
27 Gennaio 2026

Avete mai visto qualcuno camminare con un pannello luminoso sulle spalle in mezzo a Piazza Duomo? Ecco, eravamo noi.
Dal 21 al 23 dicembre scorso, nel pieno del periodo natalizio, abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso dal solito. Niente cartelloni statici lungo le strade, niente volantini che finiscono nel cestino. Abbiamo scelto di portare il nostro messaggio direttamente tra la gente, nel cuore pulsante di Milano.
E sapete cosa? Ha funzionato meglio di quanto immaginassimo.
In questo articolo vi raccontiamo com'è andata, perché l'abbiamo fatto e cosa abbiamo imparato da questa esperienza. Perché crediamo che la trasparenza sia un valore importante, anche quando si parla di marketing.
Partiamo da una domanda semplice: come si fa a farsi notare in un mercato dove tutti urlano?
Noi di Autlet Sofà vendiamo divani, poltrone, letti e materassi da anni. Abbiamo quasi 10 punti vendita in Lombardia (a breve apriremo anche a Cernusco sul Naviglio!) e una filosofia chiara: un divano per tutti. Qualità Made in Italy a prezzi accessibili, senza compromessi.
Ma raccontarlo non basta. Bisogna farlo vedere.
Abbiamo osservato cosa facevano i grandi brand. Netflix, Warner Bros e altre aziende avevano già sperimentato i cosiddetti "human billboard" – persone che girano per le città con pannelli pubblicitari addosso. Una forma di street marketing che cattura l'attenzione proprio perché è insolita, umana, impossibile da ignorare.
Ci siamo detti: perché non provare anche noi?
Non volevamo la solita pubblicità statica che si confonde con il rumore di fondo. Volevamo qualcosa che le persone notassero, che le incuriosisse, che le spingesse a fermarsi un secondo in più.
L'idea era semplice ma efficace: persone reali che camminavano per Milano con schermi digitali animati sulle spalle. Non semplici cartelloni stampati, ma veri e propri display che trasmettevano grafiche in movimento – un po' come avere una storia Instagram che cammina tra la folla.
Su ogni schermo, il nostro logo, un messaggio chiaro e un QR code ben visibile, progettato con dimensioni generose e alto contrasto per essere scansionato facilmente anche da qualche metro di distanza.
Ecco come funzionava: chi scansionava il QR code dal pannello veniva portato direttamente sul nostro sito. E qui trovava uno sconto esclusivo da utilizzare in uno qualsiasi dei nostri punti vendita in Lombardia.
Niente complicazioni, niente moduli infiniti da compilare. Scansioni, ottieni lo sconto, vieni in negozio.
La parte interessante? Grazie a un sistema di tracciamento, abbiamo potuto monitorare ogni singolo accesso. Sapevamo esattamente quante persone avevano scansionato il codice e se poi erano effettivamente passate in negozio.
Questo ci ha permesso di capire in tempo reale se la campagna stava funzionando. E spoiler: stava funzionando.
Ma non ci siamo limitati a una sola creatività. Sugli schermi giravano due messaggi diversi, pensati per colpire il pubblico da angolazioni complementari.
Il primo era diretto e promozionale: "Il relax è semplice. Risparmiare anche." Un invito chiaro, con lo sconto in bella vista.
Il secondo? Più emozionale, più evocativo.
"Milano corre. Tu rilassati."
Sullo schermo si vedeva Milano di notte: tram che sfrecciano, scie luminose di auto in movimento, quella frenesia tipica di una città che non si ferma mai. E in mezzo a tutto questo caos, un divano. Fermo, accogliente, invitante.
Il contrasto era potente: il mondo corre, si stressa, non ha tempo per niente. Ma tu? Tu puoi scegliere di fermarti. Di rilassarti. Di goderti un momento di pace sul tuo divano.
Non era solo pubblicità. Era un piccolo manifesto contro la cultura del "sempre di corsa". Un messaggio che parla a tutti quelli che, dopo una giornata frenetica, desiderano solo tornare a casa e sprofondare sul divano.
E anche questa creatività, alla fine, mostrava il QR code con lo sconto. Perché l'emozione è bella, ma il risparmio non guasta mai.


La campagna è partita a Milano dal 21 al 23 dicembre, proprio nei giorni di massima affluenza natalizia. I nostri promoter hanno percorso le zone più frequentate del centro: Piazza Duomo, le vie dello shopping, i punti di passaggio dove migliaia di persone transitano ogni ora.
Ma non ci siamo fermati lì.
Abbiamo portato i cartelloni umani anche in altre location ad alto traffico: l'Outlet di Franciacorta, Piazza Vittoria a Brescia e il Sentierone a Bergamo. L'idea era semplice: andare dove c'è gente, farci vedere, farci conoscere.
Immaginate la scena: è il 22 dicembre, Milano è un fiume di persone cariche di borse e regali, tutti di fretta. E in mezzo a tutto questo, qualcuno nota uno schermo luminoso con un divano colorato che si muove, colori vivaci e un QR code che invita a scansionare. Si ferma, incuriosito. Tira fuori il telefono. Scansiona.
Ecco, quello era esattamente l'effetto che volevamo ottenere.
Il bello di questo tipo di campagna è che non interrompe le persone. Non le obbliga a guardare. Le incuriosisce. E la curiosità è molto più potente di qualsiasi pubblicità invasiva.
Parliamo di numeri? Sì, ma nel modo giusto.
Non vi annoieremo con statistiche infinite. Vi diciamo solo questo: il tasso di conversione – cioè la percentuale di persone che, dopo aver scansionato il QR code, sono effettivamente venute in negozio e hanno acquistato – è stato superiore al 35%.
Per chi lavora nel marketing, questo numero significa molto. Per chi non ci lavora, traduciamo: è un risultato eccellente. Significa che il messaggio era chiaro, l'offerta interessante e il percorso dall'online al negozio funzionava.
Ma la sorpresa più grande è stata un'altra.
Ci aspettavamo che i negozi più vicini a Milano – come quelli di Bresso, Garbagnate e Cermenate – beneficiassero di più dalla campagna. Ed è stato così.
Quello che non ci aspettavamo era di vedere clienti arrivare anche nei nostri punti vendita di Rovato e Desenzano. Alcuni erano addirittura turisti che avevano visto i cartelloni durante una visita a Milano e avevano deciso di fare una deviazione per approfittare dello sconto.
Un signore ci ha raccontato di aver scansionato il codice mentre aspettava la moglie che faceva shopping in Galleria. Due giorni dopo era nel nostro negozio di Rovato a scegliere un divano per la casa al lago.
Ecco, queste sono le storie che ci fanno capire che abbiamo fatto la cosa giusta.
Ogni campagna marketing è anche un esperimento. E da ogni esperimento si impara qualcosa.
Prima lezione: il contesto conta. Fare questa campagna a dicembre, nel periodo natalizio, ha amplificato i risultati. Le persone erano già in modalità "acquisto", già predisposte a cercare offerte e occasioni. Il nostro messaggio si è inserito nel momento giusto.
Seconda lezione: la semplicità vince. Un messaggio chiaro, un'azione semplice (scansiona il QR), un beneficio immediato (uno sconto). Niente di complicato. Le persone non hanno tempo per decifrare messaggi criptici.
Terza lezione: il digitale e il fisico devono parlare. Il tracciamento degli accessi ci ha permesso di collegare l'azione online (la scansione) con il risultato offline (l'acquisto in negozio). Senza questo collegamento, non avremmo mai saputo se la campagna aveva funzionato davvero.
Se state pensando di provare qualcosa di simile per la vostra attività, tenete a mente questi punti. Fanno la differenza.
E adesso? Ci fermiamo qui?
Assolutamente no.
I risultati di questa campagna ci hanno convinto a continuare su questa strada. L'idea è di testare nuovi contesti – eventi, fiere, altre città – per capire dove questo tipo di comunicazione funziona meglio.
E ovviamente, vi terremo aggiornati qui sul nostro blog.
Sapete perché ci è piaciuta così tanto questa campagna?
Perché ci somiglia.
Noi di Autlet Sofà non siamo il brand del lusso inarrivabile. Non siamo quelli delle pubblicità patinate con modelle su divani bianchi in attici con vista mare. Siamo quelli che vi accolgono in negozio, vi fanno sedere su venti divani diversi finché non trovate quello giusto, e vi spiegano le differenze tra un tessuto e l'altro senza farvi sentire stupidi per aver fatto una domanda.
I cartelloni umani hanno la stessa filosofia: andiamo dalle persone, non aspettiamo che vengano da noi. Ci mettiamo in mezzo alla folla, ci facciamo vedere, ci facciamo conoscere.
È marketing? Sì. Ma è anche il nostro modo di dire: siamo qui, siamo accessibili, siamo per tutti.
Se non ci conoscete ancora, passate a trovarci in uno dei nostri punti vendita. Se invece ci conoscete già, sapete cosa aspettarvi: divani di qualità, prezzi onesti e persone che hanno voglia di aiutarvi a trovare il divano perfetto per casa vostra.
E se vi capita di vedere qualcuno con un pannello Autlet Sofà sulle spalle, in giro per la Lombardia, fermatevi a scansionare quel QR code.
Potreste trovare una bella sorpresa.

Socia fondatrice, in Autlet Sofà si occupa di amministrazione, design e risorse umane
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